L’ arrivo di un cucciolo

PRIMA PARTE

LA SOLITUDINE

Per chi ama i cani come me l’arrivo di un cucciolo e’ un po’ come l’arrivo di un figlio , infatti sara’ un membro della nostra famiglia a tutti gli effetti e come tale richiedera’ tempo e cure quotidiane per tutta la sua vita.

Istintivamente come esseri umani siamo in grado di prenderci cura di un cucciolo di uomo, apparteniamo alla stessa specie, ma le cose cambiano quando diventiamo mamme o papa’ di un cucciolo di cane, specie diverse e quindi esigenze MOLTO diverse.
Il cucciolo non deve essere allontanato dalla mamma naturale prima dei 60/70 giorni di vita, diffidiamo sempre di chi vuole cedercelo prima, allevatori compresi. Il rapporto con la mamma e’ strettissimo e fondamentale per lo sviluppo futuro del cucciolo, se allontanato dalla madre troppo presto questa privazione potrebbe in parte compromettere l’equilibrio psichico del cane.

Per noi ,il giorno in cui arriva a casa un cucciolo e’ un giorno meraviglioso e carico di emozioni positive ma per lui e’ probabilmente il primo giorno “difficile” della sua vita, sara’ spaesato e spaventato ….Provate a immaginare, fino a poche ore prima viveva a stretto contatto con la madre e i suoi fratelli, 24 ore su 24, ovunque si girasse c’era un corpo peloso da toccare e una lingua calda che lo massaggiava e all’improvviso si trova catapultato in un ambiente che non conosce, con rumori, suoni, superfici sconosciute, esseri viventi che non parlano la sua lingua: un vero trauma!!!
Cosa possiamo fare per aiutarlo ad affrontare questo grosso cambiamento?

Dobbiamo imparare a diventare per lui una sicurezza. Innanzi tutto creiamo attorno a lui un ambiente tranquillo, evitiamo per esempio di invitare a casa parenti e amici per l’occasione, evitiamo rumori eccessivi, se in casa ci sono bambini educhiamoli e proteggiamo il cucciolo da manipolazioni eccessive . Non dobbiamo crescere il cucciolo sotto  una campana di vetro, deve familiarizzare con il mondo umano ma lo deve fare gradualmente.
Uno dei primi ostacoli da affrontare sara’ la gestione della solitudine.

Il cucciolo prima d’ora probabilmente non ha trascorso da solo nemmeno 1 minuto, deve imparare a farlo sempre con gradualita’. Lasciato solo si sentira’ abbandonato, avra’ paura e piangera’, non ha gli ” strumenti” per gestire la solitudine. Per i primi giorni non abbandoniamolo, lasciamo che familiarizzi con la nuova casa , non neghiamogli coccole e conforto. Creiamo per lui una cuccia confortevole, con delle coperte che lo facciano sentire avvolto e protetto.  Nello stesso tempo evitiamo di giocare o di interagire troppo quando e’ nella sua cuccia, solo coccole e relax perche’ deve iniziare a marcare la sua copertina come luogo di calma e sicurezza …ci servira’ molto in futuro e affronteremo meglio l’argomento piu’ avanti. Evitiamo di svegliare il cucciolo quando dorme perche’ durante il sonno sviluppa il suo sistema neurobiologico, interromperlo diminuisce questa crescita. Poniamo la cuccia in un luogo non troppo isolato della casa ma lontano da zone di eccessivo passaggio e distante dall’entrata principale, vedremo sempre in futuro il perche’. Durante la notte sarebbe bene dormire nella stessa stanza dove dormira’ il cucciolo, cosi’ da “marcare” quella zona come sicura e tranquilla, per poi allontanarci gradualmente fino a separarci da lui .
Saremo avvantaggiati se decidiamo che il cane dormira’ in camera con noi, durante il giorno allontaniamoci da lui con gradualita’, inizialmente cambiamo stanza, magari mentre e’ abbandonato a rosicchiare un giochino, ma in modo che possa vederci, poi in seguito ci chiuderemo completamente in un altra stanza per pochi secondi e quando torniamo lodiamolo se non ha pianto; progressivamente aumentiamo i tempi di allontanamento cercando di anticipare il suo pianto. Se in futuro il cane dovra’ dormire in giardino usiamo la stessa progressione, tenendo sempre presente che un cucciolo soffre il freddo e che ci sono razze che piu’ di altre lo soffrono anche da adulti.

 

Eugenia Berci   Operatore cinofilo SIUA

 

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Buona Pasqua…..per Tutti

La Pasqua potrebbe essere una bellissima festa………primavera, profumo di fiori e aria tiepida che riscalda la pelle.
Purtroppo però questa magia è interrotta dalle grida di anime innocenti che vengono strappate alle loro madri e uccise barbaramente per  riempire le pance di noi umani.
Ogni anno milioni di agnelli pagano con una morte atroce il prezzo di assurde tradizioni, immobilizzati, sgozzati e fatti morire lentamente dissanguati.
Tre minuti di pura agonia e questo perchè la carne possa essere più bianca, tenera ed appetibile.

Per rendere questa festa un momento di felicità, non solo per noi ma anche per i nostri Amici animali, vi propongo un menù Pasquale vegetariano che ho trovato sul sito www.mammafelice.it 

 Menu vegetariano di Pasqua:    

  • Bruschette con fave e pecorino
  • Lasagne di crespelle ai carciofi
  • Peperoni gratinati al forno
  • Insalata agrodolce
  • Fragole al vino rosso

Bruschette con fave e pecorino 

pane da bruschetta o pane raffermo
350gr di fave fresche al netto degli scarti
olio, sale e pepe
basilico fresco
aglio fresco
pecorino toscano o sardo saporito, ma non stagionato
Tagliamo il pane da bruschetta, spennelliamole con poco olio e aglio fresco e facciamole
tostare in forno caldo.

Facciamo saltare in padella le fave con l’aglio, sfumiamo con poca acqua per terminare la cottura, e frulliamo tutto finemente. Spalmiamo la crema di fave sulle bruschette, uniamo una fettine di pecorino e una foglia di basilico fresco.

Lasagne di crespelle ai carciofi 

20 crespelle circa (vedi ricetta base di Giallo Zafferano)
1 litro di besciamella
1 spicchio di aglio
6 carciofi senza spine
parmigiano grattato
basilico fresco
mozzarella per pizza

Facciamo le crespelle con la ricetta base e lasciamole riposare su un piatto qualche minuto.
Intanto puliamo i carciofi: eliminiamo le foglie esterne più dure, tagliamo le punte, eliminiamo la barba centrale e sciacquiamo bene sotto l’acqua. Tagliamo i carciofi a spicchi e li rosoliamo in una ampia padella con olio e aglio, aggiungendo acqua finché i carciofi non siano teneri e morbidi.
Frulliamo i carciofi con poca acqua di cottura e un goccio di olio, insieme all’aglio,
lasciando da parte qualche spicchio integro per la decorazione finale. Se i carciofi sono molto
fibrosi, conviene setacciarli.
Prepariamo una besciamella abbastanza morbida, aggiustiamo di sale e uniamola ai carciofi frullati.
Adesso facciamo gli strati: uno strato di crespelle, uno strato di besciamella ai carciofi,
mozzarella, parmigiano e foglie intere di basilico fresco.
Terminiamo con la crema di carciofi, il parmigiano e i carciofi a fette lasciati interi. Passiamo in
forno per circa 20 minuti a 180 gradi, fino a doratura.

Peperoni gratinati al forno 

peperoni gialli e rossi misti
pangrattato
aglio e olio
prezzemolo e basilico freschi
origano secco
olive nere snocciolate

Apriamo i peperoni, tagliamoli a falde, sciacquiamoli sotto l’acqua e disponiamoli su una teglia da forno.
Prepariamo una farcia con una decina di cucchiai di pangrattato, basilico e prezzemolo freschi,
aglio e origano, frullando il tutto con la giusta quantità di olio: versate l’olio a
filo finché otterrete un composto spalmabile.
Tagliate le olive a rondelle, unitele al composto di pangrattato e spalmate il ripieno dentro i
peperoni. Cuocete in forno caldo a 180 gradi per almeno 20 minuti, o finché i peperoni risultino morbidi e cotti, ma senza sfaldarsi.

Insalata agrodolce

radicchio misto
albicocche disidratate
pistacchi salati
gorgonzola piccante
olio, sale

Puliamo il radicchio e disponiamolo in un contenitore alto: condiamo con olio e sale e
disponiamo poi su un vassoio piano. tagliamo le albicocche a pezzetti piccoli, pestiamo i pistacchi grossolanamente. Aggiungiamo il formaggio, i pistacchi e le albicocche sull’insalata.

Fragole al vino rosso 

1 litro di vino rosso da tavola fermo
300gr di zucchero
1 Kg di fragole

Puliamo le fragole e tagliamole a pezzetti regolari. In un contenitore ampio o in una caraffa
alta, versiamo il vino e lo zucchero e mescoliamo bene. Aggiungiamo le fragole a pezzetti e
lasciamo riposare per una notte. Serviamo nelle coppe le fragole con il vino dolce, e, volendo,
guarniamo con foglioline di menta fresca.

 

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Il cane, il gatto e la primavera

Con l’arrivo della primavera, le giornate più lunghe e l’aria più mite, anche i nostri animali sentono il bisogno di stare all’aperto  e di godersi le belle giornate ma prestiamo attenzione anche ai disturbi tipici di questa stagione.
Prima di tutto parlerei della patologia più allarmante, la filaria, ovvero il verme de cuore, trasmesso dalla zanzara. Ricordatevi di iniziare la profilassi dopo aver eseguito le analisi del sangue.
Un altro tipo di verminosi, dovuta ai parassiti interni che si diffondono con facilità: basta che l’animale lecchi o mangi qualcosa d’infetto o ingerisca parassiti, quali pulci. In questo caso, appena notate un dimagrimento sospetto, avvertite il veterinario. è comunque buona norma sverminare preventivamente il vostro  Pet.
Non sottovalutiamo i parassiti esterni (pulci, zecche e pidocchi), che oltre ad essere fastidiosi per l’animale, spesso sono causa di allergie, dermatiti o patologie più gravi. La profilassi è ormai nota e consiste in spray, gocce o collarini antiparassitari.

Come per gli esseri umani anche gli animali possono soffrire di allergie tipicamente primaverili quali:

Allergie ai pollini: Un po’ come accade nell’uomo solo che a differenza delle nostre allergie ai pollini, in cani e gatti starnuti e sintomi respiratori, se ci sono, non sono la componente principale rispetto al prurito e ai problemi cutanei.
Allergie da punture d’insetti: api, vespe, ma anche acari e pulci possono dare reazioni allergiche pungendo il nostro pet.
Processionaria del pino: è un’altra reazione allergica, molto grave, determinata da un insetto, la processionaria, ma stavolta i morsi non c’entrano quanto i suoi peli urticanti.
Si tratta infatti di un insetto all’apparenza simile a un bruco, lungo due o tre centimetri, i cui peli contengono sostanze velenose, pericolose sia per gli animali che per l’uomo, e che in soggetti geneticamente predisposti provocano reazioni allergiche molto violente.
Non è nemmeno necessario che il cane o il gatto vengano a diretto contatto con la processionaria per avere la comparsa della sintomatologia: bastano le tracce del suo passaggio per avere forti irritazioni cutanee.

Oltre a queste attenzioni ricordiamoci che in Primavera inizia la muta del pelo e quindi necessario spazzolarlo con frequenza per lasciar spazio a quello nuovo.

Ricordatevi inoltre di alleggerire la dieta. Cani e gatti non hanno bisogno di difendersi dal freddo, quindi l’apporto calorico deve essere inferiore.

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ATTENZIONE BOCCONI AVVELENATI

13/03/2012  Romagna NOI

LONGIANO - “Nei giorni scorsi nella zona di Crocetta, frazione di Longiano, sui marciapiedi e nel parco pubblico, sono stati rinvenuti da cittadini alcuni bocconi di carne (salsicce e polpette) le cui analisi tossicologiche hanno riscontrato la presenza di pesticidi clorurati”. Le trappole hanno raggiunto il loro obiettivo, “un cane è deceduto a seguito dell’ingestione di questi bocconi”. A rendere nota la presenza di polpette avvelenate nelle aree verdi della frazione è il responsabile del servizio di polizia municipale del Rubicone, Paola Giorgetti.
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Dopo aver letto questa notizia riportata nel sito Romagna Noi, mi è tornato alla mente quel terribile giorno di diversi anni fa, quando ad essere avvelenati furono i miei tre cani: Lulù, Samba e Gimmy.

La rabbia che si prova in certi momenti è indescrivibile, specialmente allora (parlo del 1996) che nessuno faceva niente per difendere questi avvenimenti e quando ti presentavi ad esporre denuncia quasi ti ridevano in faccia.
Fortunatamente le cose sono cambiate, almeno dal punto di vista legislativo.

Riporto qui di seguito alcune informazioni, prese dal sito della LAV, che potrebbero essere utili:

 

UN GRANDISSIMO PERICOLO

Le esche al veleno  causano ogni anno la morte di migliaia di animali selvatici e domestici. Il loro scopo è l’eliminazione degli animali ritenuti nocivi, concorrenziali o soltanto fastidiosi per la caccia o per l’agricoltura.

Nei centri urbani, gli avvelenamenti sono legati anche a dissidi condominiali, intolleranza nei confronti degli animali e intimidazioni criminose.

Si tratta di una pratica  illegale che – per quanto concerne il fenomeno in zone non urbanizzate - ha le sue radici nello stesso mondo venatorio. Fino al 1977, infatti, l’uso dei bocconi avvelenati era consentito allo scopo di eliminare gli animali carnivori, naturali competitori dei cacciatori. Oggigiorno l’uso dei bocconi avvelenati si configura come  bracconaggio.

Sono spesso  i cacciatori di frodo infatti a disseminare le esche, con l’obiettivo di distruggere  potenziali concorrenti nell’attività venatoria, come volpi, lupi e altri carnivori selvatici, ma anche corvi, gazze e cornacchie, che si cibano anche di uova di altri uccelli.

I bocconi avvelenati non colpiscono solo la specie a cui sono diretti, ma tutti gli individui legati nella stessa catena alimentare. Provocano anche gravi danni all’ambiente. La stricnina, ad esempio, rimane molto a lungo nei tessuti delle vittime, innescando una lunga successione di morti, inquinando suolo e falde acquifere.

Negli ultimi anni sono sempre più numerosi anche i decessi di animali domestici, colpiti dai micidiali preparati anche in parchi pubblici, giardini privati e tra le colonie feline.

Golosità letali
Gli animali vengono attirati all’ingestione del veleno perché questo è contenuto in preparati ripieni di sostanze mortali mescolate a carne, lardo o ad altri prodotti  appetibili come:

  • salsicciotti 
  • polpette
  • teste o colli di gallina
  • uova 
  • frittatine di castagne
  • spugne fritte, spilli, frammenti di vetro
  • composti golosi per gli animali

La gamma dei veleni utilizzati è molto varia e comprende sostanze facilmente reperibili in commercio, come topicidi, pesticidi, diserbanti o persino semplici liquidi anticongelanti, e componenti d’importazione, quali cianuro e stricnina, di cui esiste un vero e proprio smercio clandestino.

DENUNCIAMO GLI AVVELENAMENTI

I casi di avvelenamento devono essere documentati e denunciati.
La denuncia, oltre a rendere possibile l’identificazione e la punizione degli avvelenatori, testimonierà la gravità del problema e renderà meno difficile il percorso per fermare il fenomeno.
Avvelenare un animale è un reato ai sensi dell’art. 544-bis del codice penale, cioè uccisione di animali. Inoltre l’ art. 146 T.U. Leggi Sanitarie proibisce e punisce la distribuzione di sostanze velenose e prevede la reclusione da sei mesi a tre anni e un’ammenda da € 51,65 fino a € 516,46.

Per la denuncia, che ovviamente deve contenere le prove dell’avvelenamento dell’animale (a questo proposito è importante allegare tutti i referti veterinari), ci si può rivolgere a qualsiasi organo di polizia giudiziaria (Carabinieri, Polizia di Stato, Corpo Forestale dello Stato, Polizia Municipale, Polizia Provinciale), presentando di persona il proprio esposto o denuncia (anche contro ignoti) in forma scritta.

 

Se si rinviene del materiale sospetto come possibile esca avvelenata, occorre attivarsi tempestivamente segnalandone subito la presenza agli organi di vigilanza (Corpo Forestale dello Stato, Carabinieri, Polizia Municipale, Polizia Provinciale, Servizio Veterinario ASL, ecc.)


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Stagione della prevenzione

Patologie nascoste per un animale su quattro
Visite gratuite presso 4 mila veterinari italiani

Torna la «Stagione della prevenzione»: per tutto il mese di marzo controlli di base per cani e gatti

 

Al via la settima edizione della «Stagione della prevenzione»Al via la settima edizione della «Stagione della prevenzione»

MILANO – Che un cane o un gatto stiano sviluppando una patologia che con il tempo potrebbe avere conseguenze pesanti a volte è possibile scoprirlo con una semplice visita preventiva di base. Quella che molti proprietari, un po’ per pigrizia e a volte un po’ per l’idea che si tratti di un costo inutile, soprattutto in tempi di crisi economica, non sempre sono propensi a mettere in agenda. Quella che per tutto il mese di marzo oltre 4 mila veterinari di tutta Italia offriranno gratuitamente nell’ambito della settima «Stagione della prevenzione», l’iniziativa promossa da Hill’s Pet Nutrition in collaborazione con l’Associazione nazionale dei medici veterinari (Anmvi) e dalla Federazione nazionale degli Ordini veterinari (Fnovi). 

CHILI DI TROPPO - La visita consiste in un esame generale senza l’utilizzo di strumenti e ha l’obiettivo di stabilire lo stato di salute dell’animale e, eventualmente, verificare la necessità di successivi esami più specifici. Nata in Italia sette anni fa, la «Stagione della prevenzione» è stata «copiata» lo scorso anno anche da Francia, Belgio e Germania. E non per caso: lo scorso anno sono state circa 23 mila le visite effettuate, con un incremento del 5% rispetto all’anno precedente, le quali hanno consentito di fare emergere patologie nascoste, o che perlomeno erano tali all’occhio non sempre allenato dei proprietari. Solo nel 25% degli animali visitati non sono state riscontrate patologie. Quella più diffusa, con il 21% di incidenza, si è confermata invece la tendenza al sovrappeso e all’obesità, un problema non solo estetico ma che troppo spesso viene trascurato. Tra le altre patologie evidenziate, quelle dentali (nel 16% dei casi), quelle allergiche (10%), quelle legate alla mobilità (6%) o all’apparato gastrointestinale (6%), quelle cardiache (4%). Nel 3% dei casi la visita e i successivi accertamenti hanno permesso di riscontrare anche la presenza di tumori. E via via, con percentuali più basse, sono state evidenziate problematiche di altro genere.

IL RUOLO DEI VET - Con il passare degli anni non aumenta solo il numero delle visite, ma anche quello dei medici che scelgono di aderire all’iniziativa. Quest’anno sono 4.031, l’11% in più dello scorso anno quando furono 3.640. «La prevenzione veterinaria – spiega Marco Melosi, presidente dell’Anmvi – è un traguardo culturale a tre: proprietario, animale e medico. Per il tramite dell’animale il medico veterinario entra in relazione con la società e agisce sui suoi diritti e sui suoi bisogni, diventando un mediatore imprescindibile del rapporto uomo-animale». L’85% dei proprietari che hanno aderito all’iniziativa lo scorso anno ha dichiarato che si trattava della prima visita in assoluto per il proprio animale, segno della necessità di incrementare la sensibilità dei proprietari verso le tematiche della prevenzione.

COME PRENOTARE - Per prenotare una visita è necessario collegarsi al sito www.stagionedellaprevenzione.it e identificare il nome del medico veterinario aderente all’iniziativa più vicino a casa propria. Poi sarà sufficiente prendere contatto direttamente con l’ambulatorio prescelto e fissare l’appuntamento. E’ possibile effettuare la visita anche presso un veterinario diverso da quello abituale, così come ci si può poi rivolgere al proprio medico per eventuali ulteriori visite e accertamenti necessari per approfondire eventuali problemi emersi durante i controlli di base. L’iniziativa andrà avanti tutto il mese di marzo.

 

6 marzo 2012

Fonte dell’articolo:   Corriere della sera.it
animali

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